Oct 14

Ferrara premia l’ambiente “pacifista”

 

Riconoscimento alle Madri della Terra dei Fuochi e all'attivista colombiana Ati Quigua per le lotte green

L’ambiente non è mai stato così… pacifista. Il Premio Pace Città di Ferrara – “riconosciuto a donne coraggiose che a rischio della propria vita, o anche solo della propria serenità, portano avanti battaglie in difesa della salute, dell’ambiente, della cultura e dei diritti umani” ricorda il vicesindaco Massimo Maisto – quest’anno è stato dedicato al tema green.

Il riconoscimento è stato infatti conferito ex aequo alle Madri della Terra dei Fuochi e alla leader ambientalista e pacifista della Colombia Ati Quigua. Ma cosa hanno in comune le mamme che hanno perso un figlio a causa del disastro ambientale della Campania e una indigena colombiana?

 

“Sono tutte donne straordinarie e determinate nel denunciare crimini ambientali, commessi in diverse regioni del mondo, ai danni della salute dell’uomo e della natura” spiega Nedda Alberghini Po, presidente dell’associazione ‘Le case degli angeli di Daniele onlus’ che da nove anni collabora con l’iniziativa ferrarese e che ha assegnato alle stesse attiviste il Premio internazionale Daniele Po.

Mentre le Madri della Terra dei Fuochi, riunite nell’associazione ‘Noi genitori di tutti’, “si oppongono allo scempio dell’ambiente di tutte le terre dei fuochi in Italia – prosegue Nedda Alberghini -, Ati Quigua va un po’ oltre: ci indica un modo per poter recuperare il recuperabile al fine di salvare questo povero pianeta martoriato”.

Due testimonianze accomunate dalla forza dell’impegno ambientale e dalla speranza di un mondo migliore. Le mamme del sud non sono riuscite a ritirare personalmente il premio mentre l’attivista ha lasciato la Colombia per passare una settimana in città, dove ha incontrato gli studenti di alcuni istituti superiori cittadini ferraresi (Einaudi, Navarra, Aleotti, Dosso Dossi, Bachelet, Roiti e Carducci) per raccontare e tramandare la propria esperienza ai giovani.

Ati Quigua, la prima donna indigena ammessa al consiglio regionale di Bogotà e candidata al senato della Repubblica della Colombia, la chiama “bioalfabetizzazione”. “Ogni civiltà ha al suo interno molte comunità indigene. Ma questa biodiversità di lingue, usi, costumi e tradizioni è minacciata dalla follia, sbagliata e impossibile, di voler uniformare e omogeneizzare tutto. Eppure tutto il mondo ha come matrice la madre terra: bisogna rispettare la natura perché è un organismo vivo e non un oggetto da sfruttare”. Sarà per questo che nel suo Paese è soprannominata la “madre dei buoni pensieri”.